Gennaro Neaz

•Gennaio 12, 2009 • Lascia un Commento

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Un uomo di nome Gesù

•Ottobre 26, 2008 • Lascia un Commento

Si riperpetua nella storia la lotta tra il bene e il male dell’ingiustia e del soppruso,la storia di chi domina e di chi è dominato,mi chiedo sempre, oggi alla luce del vangelo che ho ascoltato, come rispondo alla sfida dell’amore ? se dico il mio si alla giustizia divina o cerco un’altra giustizia?

Sono passati più di duemila anni di storia e mi accorgo che c’è sempre un faraone che schiavizza un popolo, lo riduce alla fame,lo schiaccia.

Chi ci libererà dall’oppressione?

Chi è Gesù oggi in questa grande babbilonia dove l’uomo si perde dietro a false illusioni che portano alla morte?

Se l’amore di Gesù Cristo che ha dato la sua vita morendo in croce e risorgendo dalla morte ci dona la vita in abbondanza,non  apre la mente ad una nuova coscienza dell’amore che tipo di società avremo domani?

Chi è oggi il faraone che ci opprime?

Mi domando ancora per l’uomo di oggi e di domani Gesu Cristo è morto soltanto?

E se è morto soltando allora è morto invano.

Un’estate insolita

•Settembre 3, 2008 • 1 Commento

                                          20-21-22-23/ Giugno /2008

 

Le mie vacanze sono state discontinue,sono andato a Ischia per un weekend di quattro giorni,  sole e mare,avevo prenotato una camera per due in un hotel sulla spiaggia dei Maronti,sono andato con  mio nipote.

Quando è difficile riuscire a pianificare un progetto senza avere imprevisti, avevamo prenotato tramite internet all’agenzia proloco per il turismo di Ischia,la signorina ci aveva assicurato che era tutto a posto, che aveva prenotato e dovevamo solo raggiungere l’hotel.

Ma quando siamo giunti a Ischia abbiamo dovuto fare una marea di telefonate tra l’agenzia e gli hotel del luogo, la nostra prenotazione non era pervenuta a causa di una condizione quella dell’acconto che stando alla signorina non cera bisogno di rilasciarla.

In un istante di lucidità perché stavo per perdere la pazienza ho preso la decisione, di avventurarmi sulla spiaggia in cerca di alloggio.

Quasi alla fine a dieci metri dalla spiaggia abbiamo trovato l’albergo dei Maronti eravamo sudati e affannati,assetati e stanchi,siamo piombati in casa loro senza neanche rendercene conto tanto che eravamo scoraggiati.

La proprietaria dell’albergo fu davvero gentile ci accolse con gentilezza e disponibilità d’animo ci fece sedere e ci diede da bere e poi ci disse se volete fermarvi la camera e libera dovete solo aspettare il tempo che la puliscono cosi ci fermammo e abbiamo trascorso quei giorni stupendamente,siamo stati davvero bene anche il vitto era ottimo,le cose che mi son piaciute di più sono,la doccia in giardino,il terrazzo grande davanti all’entrata dove facevamo la mattina colazione e dove durante il giorno all’ombra si poteva sorseggiare un buon aperitivo,il terrazzino sopra dove stendevamo gli asciugamano cera un gazebo con due lettini per prendere il sole.

Il mio giudizio serio è che siamo stati davvero bene sono contentissimo.

La cosa strana che mi faceva riflettere e che ogni qualvolta che faccio esperienza di qualche disavventura poi mi rendo conto che mi sono divertito di più.

 

                                                              Luglio 2008

 

A luglio non sono andato da nessuna parte, sono stato ospite dei miei amici che sono dall’altra parte della città con loro ho passato tanti  giorni sereni, e mi sono divertito tanto soprattutto con Giovanni che ha girato un cortometraggio,un film horror,anche lui si è divertito tanto soprattutto quando a visto il mio viso impaurito nel vedere alcune scene già montate.

Noto con vero piacere che con loro sto davvero bene.

 

                                                       11-12-13-14/Agosto /2008

 

Sono andato in montagna alle pendici del monte S. Croce,comunità montana S. Croce Roccamonfina Caserta,questo monte è un vulcano

Splendido bosco di castagni luogo silenzioso e meditativo, sulla cima di questo monte si trova il Santuario di Maria SS. dei Làttani.

Non lontano si trova il paesino di S. Clemente di Galluccio scendendo presso le terme di Suio si trova il villaggio delle querce dove sono stato ospitato da una amica che ha comprato li un cottage per la sua famiglia per passare dei sereni weekend con suo marito e i suoi figli.

Nel villaggio ci sono molti cottage a schiera,il viale principale è alberato e pieno di piante fiorite tra cui ho potuto notare i fiori della passione,gli oleandri di vari colori,i callistephus, il campanulato arancio e rosso, il cardo, e tantissimi altri fiori che non so riconoscerne il nome.

Sono molto attratto dai rettili,ma specialmente da lacertidi e gechi avevo con me la mia macchina fotografica e trovandomi in un villaggio pieno di fiori e di insetti speravo di trovare anche loro i predatori di insetti li chiamo i draghi.

“Ero a caccia di draghi, e avevo dimenticato ciò che mi circondava ma purtroppo sono stato deluso dalla loro assenza,cosi ho concentrato altrove la mia attenzione.

Ma mentre giocavo a caccia al tesoro, senza nessun risultato positivo, mi sono accorto che in  un mondo fatato non lontano da me arrivava il richiamo di regine e principesse.

Graziose fanciulle profumate e vestite con abiti coloratissimi,alcuni semplici ed altri impreziositi da merletti e pregiati pizzi ricamati,adorne dei gioielli più belli.

Mi sono molto emozionato quando ho partecipato ai loro banchetti sontuosi con pietanze succulenti,quante feste daranno qui a corte pensavo tra me,e quanti regnanti e personaggi illustri venuti da regni lontani,magari viaggiano molto perche sono invitati a tante feste.

Vedevo le regine e principesse venire visitate cosi freneticamente da continui sovrani venuti da ogni dove.

Ho visitato luoghi incantevoli piccoli paesi,solo vecchie mura merlate, torri medievali di castelli ridotti a ruderi,antichi sentieri battuti dal vento,una torre civica e quattro case,paesaggi mozzafiato,e un po’ d’artigianato locale,poca cosa in confronto a quello che desideravo e che avevo a portata di mano,ecco il mio compenso una natura rigogliosa,che mi ha ammaliato,affascinato e sedotto dalla quale non sono riuscito a distogliere i miei occhi.”

 

La mia amica e la sua famiglia mi hanno portato un po’ in giro facendomi visitare qualche pittoresco paesino,insieme siamo stati a Sipicciano di Galluccio e li ho fatte alcune foto prima del tramonto e una al tramonto,è straordinario vedere il sole scomparire dietro i monti e quando la sua luce non è scomparsa del tutto vedere i raggi schizzare tra i monti.

La sera siamo stati a S. Clemente di Galluccio comunità montana monte S. Croce e li abbiamo bevuto una birra e sgranocchiato qualche nocciolina cera il festival beer.

La mattina dopo ci siamo recati a Roccamonfina e abbiamo fatto un giro nei dintorni,io ci andavo da bambino con la famiglia e amici per un giorno a fare un picnic.

Il penultimo giorno siamo andati a Ventosa un piccolo paesino,con una torre civica, una chiesa e poche case addossate allo schienale della montagna,abbiamo trovato la presenza dell’artigianato locale che consiste in oggetti fatti di fibra vegetale,questo paesino dominava dall’alto del monte e sotto nella vallata vi erano due paesi Santi Cosma e Damiano e Castelforte.

Il quattordici agosto in serata sono tornato a Napoli, questi quattro giorni in montagna mi hanno fatto fare un salto nel passato.

Sono tornato a casa da appena pochi giorni e mi ha colto esplodendo dentro il desiderio d’avventura,come quando nel passato smaniavo con le cartine geografiche facendo progetti di viaggi naturalistici e storici.

La riscoperta della passione per la fotografia mi ha fatto ritornare ai miei diciotto anni,che ormai sono lontani,allora non avevo il computer e internet,ma nonostante questo ero più informato di oggi,non è più lo stesso è tutto cambiato anche la ferrovia.

 

                                                                     20/Agosto /2008

 

Per questa nuova avventura che desideravo fare ho avuto molti attimi di esitazione,forse è stata la paura di trovarmi completamente isolato in un deserto senza oasi.

Rispolverare il desiderio d’avventura alla mia età sapendo che viaggio solo e con qualche acciacco in più non è per niente facile,ma è stato più forte il desiderio che la paura,il cuore mi incitava a partire, la fiducia che ripongo nel mio istinto.

Allora mi sono messo a cercare un borgo medievale non lontano da casa raggiungibile con il treno massimo in un ora,l’ho trovato Vairano Patenora in provincia di Caserta.

Sono partito e ho raggiunto il borgo facendo una lunga passeggiata in salita mi è piaciuto tutto di questa avventura tranne una cosa il mio istinto mi ha deluso ma solo per metà perche non ho trovato altro, solo il bel borgo il resto deserto.  

Un indifeso uccellino bisognoso.

•Agosto 10, 2008 • Lascia un Commento

Desidero raccontare questa storia tenera per la gioia dei bambini, è una storia vera un briciola piacevole della mia vita.

 

Decisi di recarmi a casa di mia nonna,la sua casa in linea d’aria dista dalla mia circa un seicento metri quasi sempre la raggiungo a piedi è una passeggiata non molto lunga massimo in quindici minuti ci si arriva.

Ricordo che era una bellissima giornata autunnale,schiarita da un fortissimo temporale notturno l’aria ancora fresca,il cielo limpido.

Camminavo con passo veloce per fare più presto,ma come un buon osservatore non perdevo la percezione di ciò che mi circondava,l’autunno pensavo è stata sempre la stagione che mi è piaciuta di più fin da bambino,ricordo tutti i lavoretti che in autunno facevo con la scuola, e come ero attento a raccogliere tutto il materiale utile, quando con tutta la famiglia uscivamo per funghi e trovavamo l’occasione di  comprare qualcosa da mettere in casa per l’inverno,conservavo e raccoglievo foglie di platano,ricci di castagne,ramoscelli di quercia con le ghiande attaccate,foglie di colore diverso,ed ero cosi felice quando a scuola consegnavo tutto alla mia maestra,mentre pensavo questo con cuore allegro ero quasi giunto a destinazione.

Quando il piede stava per poggiare per terra dopo un passo e mi fermai di botto,mi accorsi che sotto il piede stavo per schiacciare una palla di piume,rimasi per un attimo fermo immobile il mio viso aveva un colorito ceruleo, bianco, intorno a me si fece silenzio tutto ciò che mi circondava era per magia scomparso,eravamo io e quella creatura.

Allora mi chinai fino a terra lo raccolsi nel palmo della mia mano e mi resi conto che era un uccellino infreddolito e debole,bisognoso delle mie attenzioni,chiusi delicatamente il palmo della mano lasciando una feritoia e incomincia ad alitare su di lui continuando a camminare pensavo se lo riscaldo forse riviene e cosi fu sentii come un lieve solletico tra le mani e lentamente le apri e vidi che quella piccola creatura aveva aperto gli occhi mi guardava e non fuggiva.

Intanto bussai al campanello, e rispose mia zia io le dissi zia non sono solo ma son venuto con un amico,mia nonna abita a piano terra e mia zia si affacciò dalla finestra e si mise a ridere dicendomi mi prendi in giro?E io risposi no zia e aprendo le mani glielo mostrai lei sorrise cosi genuinamente e a tutti e due ci colse una grande tenerezza.

Io e mia zia lo facemmo mangiare e bere,  e quando l’uccellino si riprese del tutto spicco il volo e non lo vidi più.

Che esperienza ho fatto pensai,la gioia di quell’incontro, con la tenerezza ,ancora oggi mi emoziona.

Il deserto

•Agosto 10, 2008 • Lascia un Commento

Terra rovente, arida,in te si perde l’eco del chiasso della città.

Terra beata, che provi l’uomo e la sua resistenza,apriti e destati dal sonno.

Richiamami con il tuo silenzio,non alzare la tempesta contro di me.

Fa che io possa vedere i misteri che nascondi.

Dal niente ammiro la tua bellezza.

Deserto che nascondi la salvezza delle tue oasi con le tue dune altissime.

Neanche le carovane ed i passi si odono.

La sabbia e i suoi granelli sono cosi sottili che si possono respirare.

In te ciò che vedo oggi all’indomani già è tutto cambiato.

Mi perdo tra le tue dune e la morte è certa.

Tante volte ho desiderato perdermi in te e morire scomparendo per sempre.

Invece soffro tantissimo quando tu sei dentro di me.

Il silenzio si trasforma in solitudini che lacerano la mia anima.

O deserto veramente beato che mostri la mia vera realtà.

Mi spogli di tutta la mia magnificenza,rendi inutile ogni mia vanità.

Nessuno può prevalere su di te,neanche il più possente degli eroi.

Ma spiani il sentiero davanti all’umile e a chi a il cuore puro.

E solo a lui sveli tutta la tua bellezza.

Tra gli scultori più grandi della terra nessuno può eguagliare la tua bravura.

Solo tu purifichi il mio cuore e dissipi tutto ciò che non giova al mio spirito.

Solo accettando di calcare i miei passi dentro te incontrerò davvero Dio.

Lontano da te ritrovo me stesso e mi accorgo di esser solo.

Mentre se mi perdo in te rincontro Dio ed eternamente sovente mi perderò.

Sabato sera è andato tutto liscio.

•Agosto 3, 2008 • Lascia un Commento

Che magnifica serata,raccontavo ad un vecchio amico,ieri sera l’ho incontrato sulla strada di ritorno verso casa,mi ha dato un passaggio con la sua auto fino a casa,infatti abitiamo nello stesso palazzo.

Un amico con cui non molto spesso mi incontro casualmente.

Gli dicevo sai non mi capitava da molto tempo di passare una bella serata e di essere cosi contento,sorridendo gli ho detto è filato tutto liscio,sono uscito di casa il tempo di passare dall’altra parte della strada e subito è passato l’autobus, l’eccezionale C3 vederlo arrivare cosi in fretta mi è sembrato un miraggio anche perché è una linea che d’estate viene soppressa,sono sceso alla fermata vicino all’u.p.i.m. e mi sono diretto in parrocchia e li ho trovato subito i sacerdoti disponibili e mi sono confessato ed ho partecipato alla celebrazione eucaristica comunitaria che mi ha donato gioia e speranza.

Ero cosi sereno e con pochi soldi in tasca ho comprato due quadernetti e ho preso qualcosa al bar poi sono tornato sulla fermata dell’autobus e subito è arrivato il 152 potevano essere le ore 22:30 alcuni giovani tra cui alcuni stranieri chiedevano insistentemente al conducente di farli scendere fuori fermata,lui quasi spazientito ma non troppo diceva a me che ero vicino,ai voglia di spiegarlo che non posso fare fermate extra,io passo un guaio se qualcuno si fa male,era arrivato il mio turno di scendere dall’autobus,che ormai era vuoto,io con voce lieve e caritatevole tipico di un cuore felice che espande su tutti il suo buon’umore come il polline trasportato dal vento,chiedo al conducente,mi scusi le posso dire una cosa,e lui mi fa cenno di si con la testa,lo sa che nel suo lavoro c’è una virtù che viene provata continuamente?lui sorridendo mi chiede quale? io sorridendo gli dico la pazienza!e lui con una smorfia di ghigno serio chinando il capo mi dice hai pienamente ragione,e io non si scoraggi e scendendo dall’autobus gli auguro buona domenica e lui con tono gioioso e contento mi contraccambia ringraziandomi.

Poco dopo in piazzetta ho mangiato un ottima pizza e bevuto una birra,dicevo tra me sono davvero soddisfatto e mentre mi incamminavo per tornare a casa per completare una serata cosi liscia ho incontrato il mio amico che mi ha portato fino a casa,quel vecchio amico a cui ho raccontato tutta questa storia………

Al santo padre Giovanni Paolo II

•Luglio 28, 2008 • Lascia un Commento

Quanto amore nei suoi occhi,

che come due finestre s’aprivano,

e guardando in cielo si meravigliava per tanta bellezza.

 

Come un bambino quanta meraviglia provava,

anche di fronte ad un semplice fiore,

come davanti ad un complesso paesaggio naturale.

 

Straordinario cuore che gioiva con gli occhi spalancati,

ma come abbassava lo sguardo verso quella grande piazza,

i suoi occhi piangevano dal dolore,

nel vedere tanta povertà e quanto male,

in una umanità trafitta da tante guerre,

anche lui ha sofferto quando la sua chiamata era ai primi albori.

 

La gioia illuminava il suo volto quando i giovani,

come un fiume in piena aspettavano la sua parola,

parola di vita che sempre con tanta carità che solo lui ci sapeva dare,

apriva le sue braccia e le distendeva come per abbracciarli tutti.

 

Nell’ultimo anelito della sua vita,

in odore di santità  ha stretto tutti in torno a se per l’ultimo saluto,

ed io commosso dal tuo amore ti dico sei sempre vivo nel mio cuore

                                                                                      

                                                                                   Gennaro Neaz

A Gino De Rogatis

•Luglio 25, 2008 • Lascia un Commento

IL suo libro di poesie napoletane 'a Fede!

 

IL suo libro di poesie napoletane 'a Fede!

Sono rare le volte che nella vita si incontra una persona dal grande cuore come lui,non posso dire di essere suo amico perche dal giorno in qui io lo incontrai fino al suo ultimo viaggio non passarono molti giorni,ma quei pochi giorni che sono stato affianco a lui per una rappresentazione della vita di Gesù in parrocchia ho avuto la possibilità di vedere la sua fede,la sua carica trascendente di serenità e gioia,una carica esplosiva pronta a defragare da un momento all’altro,tutti coloro che venivano in contatto con Gino si sentivono arricchiti dalla sua presenza,un poeta della fede decantato da molti,una fede viva e provata dalle molte tribolazioni.

                   Gennaro Neaz 

 

 

Quanno staje muscjo e scuntruso,

sott”o piso ‘e quacche croce,

e te truove ll’uocchie ‘nfuse,

p’afflizione ca te coce.

 

Lieggiatella na puesia,

ca ‘ntramente dà calore,

te scancella ‘a pecundria.

ca t’e scesa dint”o core,

 

E ppò ‘o libbro astipatillo,

caro caro…,nun ‘o jettà,

pecchè sempre nu murzillo,

‘e cunzuolo te pò ddà!

 

 

Il poeta Salvatore Tolino scive di

Gino De Rogatis

“Un cuore che palpita unicamente d’amore.

Un cuore immenso,generoso.

Un cuore che racchiude in sé la vera essenza del giusto vivere.

Un cuore che è rimasto dolce nonostante le tante amarezze ricevute.

Un cuore ardente di fede e di cristiana carità.

Un cuore, infine,

che attraverso la poesia riesce a penetrare nei più aridi,

 rinsecchiti cuori altrui riversando su loro un’esplosione di luce,

di amore e di bontà!

Questo il tuo cuore!

Questo la tua poesia!”.

 

Per finire.

 

‘A fede!Na fenesta chiena ‘e sole,na luce ca scancella ogne scurore e regnenno ‘e speranza dà cunzuolo mettenno tanta pace dint”o core…

Due amici gabbiani

•Luglio 19, 2008 • 1 Commento

Ei gabbiano jonathan  Portin ascoltare te mi fa volare sulle ali delle emozioni e non perdo tempo a sognare perche è reale quello che provo, il cuore sembra che scoppia mille e mille palpiti, sento quasi che questa esperienza di te è una tachicardia,no non è possibile io la devo smettere di volare con te sono sicuro che morirò, ma chi se ne importa magari potessi morire volando,siamo veri  gabbiani mai nessuno ci potrà inpedire di volare più in alto.

Ho anche altri amici ma mai con nessuno di loro sono riuscito a volare cosi in alto, con Gesù  ho volato ma con lo spirito, ma con te volo con tutto me stesso tu mi hai fatto ritornare ad essere giovane,con te sento il desiderio di rischiare e di mettermi in discussione ma questa è un altra storia,se un giorno perdessi l’equilibrio e cadessi in picchiata morendo la mia morte non sarebbe stata vana  perchè sarei stato felice con te fino alla fine ciao gabbiano Jonathan Portin.

Non ti stancare di insegnarmi a volare io sono felice la su nei cieli più alti.

                                             Gabbiano Jonathan Gennaro Neaz

A noi due amici ci piace volare con arte

A noi due amici ci piace volare con arte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                           

 

 

Pensando ad alta voce

•Luglio 18, 2008 • 1 Commento

Mi trovo in un luogo adesso che è frutto dei miei pensieri dove non sono ne triste e neanche tanto allegro,forse sono un po arrabbiato.

Mi trovo in un luogo surreale dove guardo il mondo compreso me dal basso verso l’alto e viceversa,è come trovarmi su un’altalena e mi gira la testa,che scenario poco piacevole.

Sono arrabbiato perchè non mi va di essere continuamente sotto osservazione,è un  uso della libertà propria molto perverso.

Noto come tutto è sotto controllo,non è vero, è una bufala pazzesca,gli unici che sono sotto controllo siamo noi uomini dall’inteligens mondiale.

Migliaia di satelliti che ci spiano 24 ore su 24,le intercettazzioni telefoniche.

Un’altra bufala?la legge sulla privacy,è solo una formalità,tutto quello che facciamo e diciamo viene scritto e catalogato da enormi cervelli elettronici,perfino se andiamo a fare pipi e …..anche quello è catalogato e archiviato,sanno perfino vedere dal colore della pipi e ….. se facciamo uso di stupefacenti o se siamo alcolizzati o altro…..

Non parliamo del computer è un ottimo mezzo per permettere ad estranei di entrare nella nostra intimità.

Nom lo so se tutti sanno……….io vi consiglio di aprire un po di più gli occhi.

 Perche si fanno le campagne contro il consumo di tabacco e poi si continua a produrlo?

Perche si fanno le campagne delle domeniche ecologiche e si continuano a produrre auto?

Perchè c’è il controllo demografico e poi si permettono sistemi paliativi come la fecondazione in vitro,la fecondazione assistita ?…e…………..

Tra breve verremmo anche noi trattati come gli animali che soffrono a causa dei radio collari anche a noi ci spareranno con dei forti sedativi e ci verranno messi dei radio collari.

Che fine farà la nostra libertà ?

Opps…………stavo pensando ad alta voce……speriamo che nessuno mi ha sentito…………

La mia immagine è impressa ne tessuto.

La mia immagine è impressa nel tessuto.