Desidero raccontare questa storia tenera per la gioia dei bambini, è una storia vera un briciola piacevole della mia vita.
Decisi di recarmi a casa di mia nonna,la sua casa in linea d’aria dista dalla mia circa un seicento metri quasi sempre la raggiungo a piedi è una passeggiata non molto lunga massimo in quindici minuti ci si arriva.
Ricordo che era una bellissima giornata autunnale,schiarita da un fortissimo temporale notturno l’aria ancora fresca,il cielo limpido.
Camminavo con passo veloce per fare più presto,ma come un buon osservatore non perdevo la percezione di ciò che mi circondava,l’autunno pensavo è stata sempre la stagione che mi è piaciuta di più fin da bambino,ricordo tutti i lavoretti che in autunno facevo con la scuola, e come ero attento a raccogliere tutto il materiale utile, quando con tutta la famiglia uscivamo per funghi e trovavamo l’occasione di comprare qualcosa da mettere in casa per l’inverno,conservavo e raccoglievo foglie di platano,ricci di castagne,ramoscelli di quercia con le ghiande attaccate,foglie di colore diverso,ed ero cosi felice quando a scuola consegnavo tutto alla mia maestra,mentre pensavo questo con cuore allegro ero quasi giunto a destinazione.
Quando il piede stava per poggiare per terra dopo un passo e mi fermai di botto,mi accorsi che sotto il piede stavo per schiacciare una palla di piume,rimasi per un attimo fermo immobile il mio viso aveva un colorito ceruleo, bianco, intorno a me si fece silenzio tutto ciò che mi circondava era per magia scomparso,eravamo io e quella creatura.
Allora mi chinai fino a terra lo raccolsi nel palmo della mia mano e mi resi conto che era un uccellino infreddolito e debole,bisognoso delle mie attenzioni,chiusi delicatamente il palmo della mano lasciando una feritoia e incomincia ad alitare su di lui continuando a camminare pensavo se lo riscaldo forse riviene e cosi fu sentii come un lieve solletico tra le mani e lentamente le apri e vidi che quella piccola creatura aveva aperto gli occhi mi guardava e non fuggiva.
Intanto bussai al campanello, e rispose mia zia io le dissi zia non sono solo ma son venuto con un amico,mia nonna abita a piano terra e mia zia si affacciò dalla finestra e si mise a ridere dicendomi mi prendi in giro?E io risposi no zia e aprendo le mani glielo mostrai lei sorrise cosi genuinamente e a tutti e due ci colse una grande tenerezza.
Io e mia zia lo facemmo mangiare e bere, e quando l’uccellino si riprese del tutto spicco il volo e non lo vidi più.
Che esperienza ho fatto pensai,la gioia di quell’incontro, con la tenerezza ,ancora oggi mi emoziona.
~ di Gennaro Neaz su Agosto 10, 2008.
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